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Giulia “l’ha disegnata il vento”. Alfa Romeo sul set di James Bond a Matera 💥

Sul set di “No time to die” a Matera anche una mitica Alfa Giulia 💥

Sono iniziate tra le assolate strade della città dei Sassi le riprese di “No time to die”, il 25º capitolo della saga dedicata allo 007 più famoso della storia del cinema nato dalla penna di Ian Fleming.

In questi giorni la Capitale Europea della Cultura ci riserva dunque piacevoli sorprese e qualche giustificata chiusura di alcune zone per la realizzazione di scene come il sensazionale inseguimento in auto e in moto nella zona di San Pietro Caveoso… che tutti aspettiamo di vedere nelle sale cinematografiche!

Alfa Romeo Giulia sul set del nuovo James Bond “No time to die”
Un mio scatto di qualche mese fa durante le mie visite guidate. 💥

Ecco che auto bellissime si aggirano per la città, come la leggendaria Aston Martin DB5, l’auto super accessoriata che accompagna tutti gli episodi del mitico agente segreto di sua maestà britannica con licenza di uccidere…

La mitica Aston Martin DB5 di Goldfinger, 1964… de il mitico Sir Sean Connery.

Camminando in direzione della chiesa di Sant’Agostino il mio sguardo è stato però catturato da un’auto altrettanto meravigliosa: l’Alfa Romeo Giulia 1300.

Prodotta dal 1962 al 1977 la Giulia sostituisce la Giulietta ed è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria nelle tipologie berlina, coupé, cabriolet e spider.

Una pubblicità dell’epoca.

In 15 anni sono stati prodotti circa 1 milione di esemplari della Giulia, ciò l’ha resa una delle vetture più vendute della storia dell’Alfa Romeo.

Tanta è la tecnologia che caratterizzò all’epoca quest’auto che nel 1965 risulterà tra le più veloci, tanto da diventare l’auto della squadra volante sia della Polizia di Stato che dei Carabinieri, nonché auto preferita dai malviventi per le loro fughe (nel link un mitico inseguimento 😀). Queste caratteristiche l’hanno fatta diventare un’icona del cinema poliziesco degli anni 70💥

Alfa Romeo Giula 1977

Giulia Anni ‘70

Questa fantastica automobile è protagonista di “Noi e la Giulia”, film tutto italiano di qualche anno fa, diretto da Edoardo Leo, che trae spunto dal romanzo di successo “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei. Il film, di cui alcune scene sono state girate a #Montescaglioso, in Basilicata, ha vinto 2 Nastri d’Argento e vinto 2 David di Donatello.🙌🏻

Noi e la Giulia, una bellissima Commedia del 2015

Sono cresciuta con un papà appassionato di auto d’epoca e “Alfista” nel cuore… che ha optato nella scelta del nome Giulia sia perché di antica origine romana, sia perché il nome di una delle auto mitiche di un grande orgoglio italiano come l’Alfa Romeo !

Trepidante è l’attesa della pellicola di questa nuovo film che uscirà il 20 aprile del 2020, di cui alcune scene sono state girate anche nella vicina Gravina in Puglia. Evento che darà ulteriore visibilità non solo a Matera e la Basilicata ma alla nostra, nonostante tutto, bellissima Italia 🇮🇹

Giulia Manes #aroundwithJulie

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La tavola della Madonna della Misericordia, una sorta di ex voto della Venosa del Quattrocento.

Maestro della Misericordia di Venosa, Madonna della Misericordia,
(Madonna della Libera), Ultimo quarto del XV secolo (1481?)
Tempera su tavola, Museo Episcopal
e di Venosa
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Il dipinto venne realizzato probabilmente per volontà di Pirro del Balzo, duca di Venosa, Andria e Montescaglioso e del vescovo Porfido per la cappella della chiesa e convento degli Eremitani di Sant’Agostino, l’attuale Istituto Padri Trinitari, a ricordo della liberazione dalla peste per intercessione della Madonna.

Nella sua Descrittione della città di Venosa, sito et qualità di essa redatta il 28 febbraio, Achille Cappellano (ms. 1584 edito in Cappellano/Nigro 1985) scrive:

Nella chiesa “bellissima, grande et antica”, tra le altre vi è una cappella che ospita una confraternita dedicata alla “Madonna gloriosa della Libera, la quale spesso gratia di miracoli a chi l’ha invocata”; “la sua immagine è depinta in tavola molto onorata di oro”.

La cappella fu eretta nel 1481 in ricordo della liberazione dalla peste per intercessione della Madonna (Rinaldi, in Cestaro 1994; Rinaldo 1999) la cui festa sarà celebrata il 2 luglio (Cenna, ma del XVII secolo edito in Vecchi 1902 e D’Andria 2018; Greci, Cronaca Venosina, copia del 1797, f. 25 v).

Quello di Venosa fu il primo convento agostiniano sorto in Basilicata, la cui fondazione risale alla metà del Trecento sui testi di un più antico castello longobardo. Con la soppressione di Innocenzo nel 1654, il convento passò sotto la giurisdizione dell’Ordinario diocesano (Rinaldi, 1999) ed il dipinto i trasferito nella cattedrale, più precisamente nella cappella dedicata a San Giacomo eretta nel 1520 (Di Ciesco, ms. inedito, XIX secolo).

Dettaglio della tavola della Madonna della Misericordia,
(Madonna della Libera), Ultimo quarto del XV secolo (1481?)
Tempera su tavola, Museo Episcopale di Venosa


L’iconografia, di origine medievale, deriva da una leggenda cistercense, e raffigura la Vergine che protegge sotto il suo mantello tutti quelli che hanno l‟umiltà di affidarsi a lei, che sotto le sue ali raccogliere, come “aquila grande” (così canta la lauda dei Servi Ave Novella Femina) i suoi nuovi figli”.

Domenico di Michelino, Madonna degli innocenti, 1440. Museo degli Innocenti, Firenze.

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Il Quattrocento a Venosa.

Oggi vorrei condividere con voi un’opera: la struggente “Vesperbild”, Pietà, del Museo Episcopale di Venosa. 🙂

Vesperbild, Pietà, del Museo Episcopale di Venosa.

Venne realizzata da uno scultore di cultura germanica o dalmata nella seconda metà del Quattrocento… gli anni del Duca Pirro Del Balzo e della sua consorte Maria Donata Orsini.

In delicata pietra calcarea, era precedentemente collocata sulla sommità di un’importante piccola chiesa del centro storico, quella di San Biagio.

Nonostante abbia subito le ingiurie del tempo, è giunta sino a noi con alcune tracce di colore.

L’opera partecipa sia dalle forme del gotico internazionale, visibili nelle fantasiose pieghe del panneggio della Madonna, sia dell’attenzione alla resa realistica dei corpi e dell’espressività dei “moti d’animo”.

È stata una bella soddisfazione vederla esposta alla grande mostra #RinascimentoVistodaSud a #Matera in #PalazzoLanfranchi !

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CROCIFISSIONE DI ROBERTO ODERISIO

Salerno Capitale

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Unica opera firmata da Roberto di Oderisio, artista molto stimato presso la corte angioina tanto da essere nominato, nel 1382, pittore al servizio del re Carlo III di Durazzo. Nel dipinto la disperazione dei dolenti raccolti ai piedi della croce è efficacemente trasmessa attraverso la scelta della gamma cromatica degli abiti e la stesura del colore, data per ampie campiture senza soluzione di continuità.

Affranti e agitati sono anche gli angeli in volo intorno al Cristo morto, uno dei quali si strappa le vesti per l’incontenibile dolore. Sulla sommità della croce il pellicano, simbolo del sacrificio divino, sfama i piccoli con la sua carne.

E’ un brano di natura giottesca che ben testimonia l’influenza esercitata a Napoli dal maestro e dai suoi aiuti e di come l’Oderisio, orientato verso i modi pittorici di Maso di Banco, ne sia stato uno dei maggiori interpreti.

Tempera su tavola da Eboli, chiesa di…

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Vicinato a Pozzo… un viaggio emozionale.

Aggirandosi nel Rione Malve, nel Sasso Caveoso, poco lontano dalla splendida chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, c’è un luogo speciale ed autentico nella sua caratteristica conformazione urbana: “U V’C’Nonz”, per i non materani come me, un “vicinato”.

Dopo decenni reso fruibile, questo vicinato è un geniale “spazio” modellato nel corso del tempo dall’uomo a partire delle tenere rocce naturali di calcarenite affacciate a strapiombo sulla gravina.

Una sorta di “piccola agorà” con al centro un pozzo su cui si affacciano abitazioni, ipogei.

Scendete i gradini e sarete sorpresi dal vociare della vita brulicante fino agli anni ‘60 degli abitanti dei Sassi. Qui da poche settimane è stato inaugurato “Vicinato a Pozzo”, parte di un più grande progetto ideato dal comune di Matera, che vuole essere il lascito di questo travolgente 2019 di Capitale Europea della Cultura.

Mio papà nel civico dove ci accoglie Carlo Levi.

Da persona del settore non mi sentirei di definirlo propriamente un museo, piuttosto, come indicato nella conferenza stampa, un’esperienza multimediale che, utilizzando una tecnologia “invisibile”, delle proiezioni immersive (filmati e video inediti, di cui non vi racconto nulla per incuriosirvi), delle suggestioni ambientali, vi permetterà di comprendere la vita e le dinamiche del vicinato, le gioie e le fatiche, le immancabili problematiche, alleviate però da autentici momenti di condivisione…

Forse, a mio avviso, c’è la voglia, soprattutto di chi è cresciuto in questo labirinto umano e di strade oggi affollate da bar e turisti, di allontanarsi dalla retorica di “vergogna” d’Italia, dell’uomo che viveva con l’asino… ed avere uno sguardo diverso volto ad apprezzare la grande dignità, i valori semplici e preziosi della civiltà contadina, una civiltà comune a tutte le campagne che compongono la nostra bella Italia.

Forse per alcuni una civiltà lontana che custodisce un mondo fatto di valori umani preziosi che possono essere la strada per un futuro di tutti.

Non vi anticipo nulla e vi aspettiamo per una visita a Matera, nel Rione Malve. 😉💥

Bonjour da Venosa, in Basilicata

Buongiorno! Dopo anni e dopo aver privilegiato sempre i social ho deciso finalmente di condividere un po’ del mio lavoro e della mia professione su di un blog. 😊 Sono uno Storico dell’arte, categoria così tanto bistrattata nella nostra Italia. Ma per indole non amo compiangermi.

Donatello a Palazzo Vecchio.

Cosa vorrei #condividere con voi? Per usare una parola generica direi il patrimonio culturale, #heritage come dicono gli inglesi, ma in modo nuovo… 💥

farvi esplorare luoghi, viaggiare attraverso Borghi carichi di storia, ma anche grandi musei ed opere d’arte… La mia città d’origine è la splendida #Venosa , in Basilicata, regione in questo momento da tutti conosciuta grazie a Matera.

Parco Archeologico dell’antica Venusia… nel Vulture

Ma nella vita ho vissuto in tanti posti, parte di me e di cui vorrei parlarvi. 🙂 A prestissimo